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I Funghi Porcini

Settembre, prime piogge e boschi che profumano d’autunno: viaggio nei territori del Lazio dove il porcino è ancora un piccolo rito da cercatori.

I Funghi Porcini

Con l’arrivo di settembre e delle prime piogge, nei boschi del Lazio comincia uno dei momenti più attesi dell’autunno: la stagione dei funghi porcini. Per molti è quasi un rito, fatto di partenze all’alba, cestini di vimini, sentieri tra castagni e faggete e, quando la giornata va bene, di un pranzo in trattoria con fettuccine, polenta e porcini appena raccolti.

Il Lazio offre diversi territori particolarmente vocati, dai Monti Cimini alla Tuscia, dai Monti Simbruini ai Castelli Romani, fino alla Ciociaria e ai boschi del Reatino. Ma trovare i porcini non è mai una scienza esatta: molto dipende dalle piogge, dalle temperature, dall’altitudine e dalle condizioni del terreno.

Quando è il periodo migliore per i porcini nel Lazio?

La stagione più interessante va generalmente dalla fine dell’estate all’autunno inoltrato. Settembre e ottobre sono normalmente i mesi più attesi, ma in alcune annate la raccolta può proseguire anche a novembre, soprattutto nelle zone più basse e temperate.

I porcini amano l’umidità, ma non il ristagno d’acqua. Le condizioni migliori arrivano spesso dopo una pioggia importante seguita da alcuni giorni con temperature miti. Nei boschi più alti, soprattutto nelle faggete, la stagione può invece iniziare prima e terminare quando arrivano i primi freddi intensi.

Il consiglio Kraboo

Non basta che abbia piovuto il giorno prima. Dopo una precipitazione importante possono essere necessari diversi giorni prima che i porcini inizino a comparire. Temperatura del terreno, esposizione del bosco e quota fanno spesso la differenza.

Dove trovare i porcini nel Lazio

Chi cerca funghi tende comprensibilmente a custodire gelosamente i propri luoghi preferiti. Esistono però alcune aree del Lazio storicamente conosciute per i boschi adatti alla crescita dei porcini.

Monti Cimini e Tuscia

I Monti Cimini, nel Viterbese, rappresentano probabilmente una delle destinazioni più famose del Lazio per gli appassionati di funghi. Il territorio è caratterizzato da grandi boschi di castagno e faggio, due degli ambienti maggiormente associati alla presenza dei porcini.

Tra le aree più interessanti ci sono i boschi intorno a Soriano nel Cimino, Canepina, Vallerano, Vignanello e Caprarola. Anche i dintorni del Lago di Vico offrono ambienti particolarmente suggestivi in autunno.

La stessa promozione turistica regionale identifica i Monti Cimini come uno dei territori simbolo del Lazio per chi ama andare alla ricerca di funghi.

Monte Livata e Monti Simbruini

Un’altra delle grandi destinazioni laziali è l’area dei Monti Simbruini, soprattutto intorno a Monte Livata, Subiaco, Cervara di Roma e Camerata Nuova.

Qui dominano grandi faggete e ambienti montani freschi e umidi. È uno scenario completamente diverso rispetto ai boschi di castagno della Tuscia e può regalare ottime raccolte soprattutto quando le condizioni climatiche sono favorevoli.

Il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini dedica specifiche indicazioni alla raccolta dei funghi, proprio perché si tratta di un’attività molto diffusa sul territorio.

Castelli Romani

Per chi vive a Roma, i Castelli Romani rappresentano probabilmente la soluzione più comoda per una giornata nel bosco.

Le zone intorno a Rocca di Papa, Rocca Priora, Nemi e ai boschi dei Colli Albani sono tradizionalmente frequentate dagli appassionati, soprattutto nelle aree caratterizzate dalla presenza di castagni.

Rocca di Papa, in particolare, conserva un legame molto forte con la cucina di montagna e con i prodotti del bosco. È una meta interessante anche per chi non vuole necessariamente raccogliere funghi ma desidera semplicemente trascorrere una giornata tra natura e gastronomia.

Ciociaria e Monti Ernici

Anche la provincia di Frosinone offre numerosi territori interessanti. Tra i boschi dei Monti Ernici, l’area di Fiuggi, Guarcino, Filettino, Alatri e Campocatino, l’autunno può regalare condizioni molto favorevoli alla crescita dei funghi.

Sono zone perfette anche per costruire una piccola gita fuori porta: passeggiata al mattino, pranzo in trattoria e visita a uno dei borghi della Ciociaria nel pomeriggio.

Terminillo e Monti Reatini

Nel nord-est del Lazio meritano attenzione anche i boschi del Terminillo e più in generale il territorio montano della provincia di Rieti.

Qui l’altitudine rende la stagione particolarmente legata alle temperature: nelle annate favorevoli i porcini possono comparire già tra fine estate e inizio autunno, mentre l’arrivo del freddo può interrompere rapidamente la produzione.

Dove mangiare i porcini nel Lazio

Non tutti hanno voglia di alzarsi all’alba, infilare gli scarponi e trascorrere ore nel bosco. Fortunatamente esiste una seconda possibilità decisamente più comoda: sedersi a tavola.

Durante la stagione autunnale molti ristoranti delle zone montane del Lazio inseriscono nel menu fettuccine ai porcini, polenta, bruschette, carne e contorni preparati con funghi freschi.

Rocca di Papa: uno dei territori più interessanti

Ai Castelli Romani, Rocca di Papa è probabilmente una delle destinazioni più semplici per abbinare una passeggiata nel bosco a un pranzo dedicato ai sapori autunnali.

Tra gli indirizzi da tenere in considerazione c’è Ristorante Hotel Polentone, storico locale della zona dove la cucina ruota intorno alla polenta e ai piatti della tradizione, comprese preparazioni con funghi porcini.

Interessante anche La Locanda nel Bosco, lungo la strada verso Rocca Priora, immersa in un contesto particolarmente adatto a una giornata autunnale.

Sempre a Rocca di Papa si trovano Osteria dei Colli e Ristorante La Foresta, altri indirizzi legati alla cucina dei Castelli e ai prodotti stagionali.

Prima di partire

I porcini freschi sono un prodotto stagionale e la loro disponibilità cambia continuamente. Se volete andarci appositamente, chiamate sempre il ristorante e chiedete se quel giorno sono presenti nel menu.

Come riconoscere un vero porcino?

Con il termine porcino si indicano diverse specie appartenenti al genere Boletus. Tra le più conosciute c’è il Boletus edulis, caratterizzato generalmente da un cappello bruno e da un gambo robusto.

Questo però non significa che sia possibile riconoscere con sicurezza un fungo semplicemente guardando una fotografia su Internet.

La raccolta dei funghi richiede esperienza e conoscenza. Alcune specie non commestibili o tossiche possono essere confuse con specie considerate sicure, soprattutto da chi non è esperto.

Le regole per raccogliere funghi nel Lazio

Nel Lazio la raccolta dei funghi spontanei è regolamentata dalla normativa regionale.

Attualmente non è più necessario il vecchio tesserino regionale, ma per effettuare la raccolta occorre normalmente essere in possesso dell’attestato di partecipazione a un corso di formazione micologica di almeno 14 ore, del documento di riconoscimento e della ricevuta del contributo annuale previsto dalla Regione Lazio.

Il contributo è attualmente pari a 25 euro per i residenti nel Lazio e 40 euro per i non residenti. La raccolta è consentita tutti i giorni della settimana.

La normativa regionale stabilisce inoltre un limite ordinario di 3 chilogrammi di funghi commestibili al giorno per persona e, per i porcini, una dimensione minima del carpoforo di 4 centimetri.

I minori di 14 anni possono raccogliere funghi soltanto se accompagnati da una persona in possesso dei requisiti previsti.

Attenzione

Le regole possono prevedere ulteriori limitazioni all’interno di parchi, riserve naturali, proprietà private o territori soggetti a usi civici. Prima di iniziare la raccolta è quindi sempre consigliabile verificare anche le disposizioni specifiche dell’area che si intende visitare.

Porcini con i bambini: può diventare una giornata bellissima

Per una famiglia, andare nel bosco in autunno può essere divertente anche senza tornare a casa con un cestino pieno.

Cercare funghi insegna ai bambini a osservare ciò che normalmente passa inosservato: foglie, cortecce, piccoli animali, colori, profumi e cambiamenti del bosco. È anche un modo semplice per trasformare una passeggiata in una piccola esplorazione.

La regola fondamentale è non permettere mai ai bambini di raccogliere o manipolare funghi sconosciuti senza la supervisione di un adulto competente.

Un weekend d’autunno costruito intorno ai porcini

La cosa più interessante è che la ricerca dei porcini può diventare soltanto il punto di partenza di una giornata o di un intero weekend.

Nei Monti Cimini si può abbinare il bosco alla visita di borghi come Soriano nel Cimino o Caprarola. Nei Monti Simbruini si può passeggiare tra le faggete di Monte Livata e poi scendere verso Subiaco. Ai Castelli Romani basta invece meno di un’ora da Roma per ritrovarsi tra boschi, trattorie e piccoli centri storici.

Ed è forse proprio questo il bello della stagione dei porcini: non sapere necessariamente quanti ne troveremo, ma avere comunque una buona ragione per uscire di casa e andare nel bosco.

Lo sapevi che?

I porcini vivono in simbiosi con gli alberi. Il fungo che vediamo emergere dal terreno è soltanto la parte visibile di una struttura molto più estesa, il micelio, che vive nel terreno e instaura una relazione con le radici delle piante.

In breve: dove cercare i porcini nel Lazio

  • Monti Cimini e Tuscia: castagneti e faggete tra Soriano nel Cimino, Canepina, Vallerano e Caprarola.

  • Monti Simbruini: Monte Livata, Subiaco, Cervara di Roma e le grandi faggete del parco.

  • Castelli Romani: Rocca di Papa, Rocca Priora e i boschi dei Colli Albani.

  • Ciociaria: Monti Ernici, Fiuggi, Guarcino, Filettino e Campocatino.

  • Reatino: Terminillo e boschi montani della provincia di Rieti.

Per chi invece preferisce trovarli già nel piatto, settembre e ottobre sono i mesi giusti per cercare trattorie e ristoranti di montagna che propongono menu stagionali dedicati ai porcini.

Domande frequenti

Quando si trovano i funghi porcini nel Lazio?
Nel Lazio i porcini si trovano soprattutto tra la fine dell’estate e l’autunno, con periodi che possono variare in base a piogge, temperature, altitudine e condizioni del terreno.
Quali sono le zone del Lazio più note per i porcini?
Tra le zone più conosciute ci sono la Tuscia e i Monti Cimini, i Monti Simbruini, i Castelli Romani, la Ciociaria e diverse aree del Reatino.
Dove si possono mangiare i porcini nel Lazio?
Durante la stagione molti ristoranti e trattorie delle zone montane e boschive propongono piatti a base di porcini freschi, soprattutto nei territori tradizionalmente legati alla raccolta.

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