Parco Natura Viva non è soltanto un safari
Quando pensi a Parco Natura Viva, probabilmente immagini subito le giraffe accanto alle auto, le zebre che attraversano la strada e gli animali osservati dal finestrino.
È normale.
Il safari è la parte più conosciuta del parco.
Ma ti dico subito la cosa più importante: quando spegni il motore, la visita non è finita. È appena cominciata.
Parco Natura Viva è un grande parco faunistico immerso nel verde, sulle colline di Bussolengo, in provincia di Verona, a pochi chilometri dal Lago di Garda.
Non è soltanto uno zoo.
E non è soltanto un safari.
È l’unione di due esperienze molto diverse:
- il Safari d’Africa, da percorrere a bordo della propria automobile oppure, quando disponibile, con il Bus Safari del parco;
- il Parco Faunistico, da visitare a piedi tra sentieri, habitat e aree dedicate agli animali dei diversi continenti.
Il safari regala l’impatto più immediato.
La parte pedonale, però, è molto più estesa e occupa gran parte della giornata.
È qui che incontri la maggior parte degli animali, attraversi ambienti completamente diversi tra loro e scopri il lavoro del parco nella tutela delle specie minacciate.
In pratica, Parco Natura Viva è una giornata nella natura.
Funziona molto bene con i bambini, ma anche in coppia, con gli amici o semplicemente se hai voglia di osservare gli animali senza il ritmo frenetico di un parco divertimenti.
Tip Kraboo: non organizzare la giornata pensando soltanto al safari. Il percorso a piedi è la parte più lunga della visita e quella che richiede più tempo, scarpe comode e un po’ di energia.
Quando scendi dall’auto, il parco cambia completamente
È questo il momento in cui quasi tutti si rendono conto di aver sottovalutato Parco Natura Viva.
Lasci l’auto, inizi a camminare e il ritmo cambia.
La parte pedonale è organizzata come un viaggio tra ambienti e continenti diversi.
Non attraversi una semplice fila di recinti.
Passando da un’area all’altra cambiano il paesaggio, la vegetazione e gli animali che puoi osservare.
Il percorso attraversa zone dedicate all’Africa, all’Oceania, all’Asia, all’America, all’Europa e al Madagascar, oltre ad habitat speciali dedicati a rettili, animali tropicali e specie minacciate.
In pochi minuti puoi passare da un grande felino a un gruppo di lemuri, da un primate africano a un rettile tropicale.
È proprio questa varietà a rendere la visita più simile a un’esplorazione che a una successione di animali da guardare velocemente.
Alcuni saranno subito visibili.
Altri potrebbero trovarsi più lontani, riposare all’ombra o comparire dopo qualche minuto.
Gli habitat sono abbastanza ampi da permettere agli animali di muoversi e, quando ne sentono il bisogno, allontanarsi dalla vista dei visitatori.
Lo sapevi che?
Parco Natura Viva ospita oltre 1.500 animali appartenenti a circa 200 specie. La visita è costruita proprio per accompagnarti da un habitat all’altro, senza dare la sensazione di attraversare sempre lo stesso ambiente.
Dalle tigri ai lemuri: ogni area cambia il paesaggio
La cosa bella è che non hai mai la sensazione di vedere lo stesso parco con animali diversi dentro.
Ogni area ha un ritmo, una vegetazione e un’atmosfera propria.
Nel percorso a piedi puoi incontrare, tra gli altri:
- tigri siberiane e altri grandi felini;
- panda rossi nell’area dedicata all’Asia;
- ippopotami, suricati e numerosi primati nei Sentieri d’Africa;
- lemuri nell’area dedicata al Madagascar;
- scimpanzé, lupi artici, rapaci, rettili e grandi erbivori;
- numerose specie rare o minacciate.
Nel Safari d’Africa, invece, puoi osservare dalla tua automobile animali come:
- giraffe;
- zebre;
- antilopi;
- leoni;
- ghepardi;
- iene maculate.
Una giraffa può trovarsi a pochi metri dall’auto.
Una tigre, invece, può essere davanti ai tuoi occhi e riuscire comunque a sparire tra vegetazione e ombra.
Gli animali non sono in posa e non seguono il programma della tua visita.
Alcuni si avvicineranno.
Altri sceglieranno le zone più fresche e riparate del proprio habitat.
Non è un difetto.
È proprio ciò che rende la visita meno simile a una vetrina e più vicina all’osservazione reale degli animali.
Tip Kraboo: non vivere il percorso come una lista di specie da completare. Fermati qualche minuto negli habitat che ti incuriosiscono: spesso gli animali si fanno vedere proprio quando smetti di avere fretta.
ORGANIZZA LA TUA VISITA
Il biglietto è una delle poche cose che puoi sistemare prima
La giornata avrà già abbastanza imprevisti: un animale che si avvicina, una pausa più lunga del previsto, un bambino che decide di non volersi più muovere. Arrivare con il biglietto già sul telefono significa avere almeno una cosa in meno a cui pensare.
Vedi i biglietti Parco Natura Viva →A questo punto arriva la domanda che cambia davvero il modo in cui organizzerai la giornata.
Quanto tempo serve per visitarlo senza correre?
Per vedere sia il Safari d’Africa sia il Parco Faunistico con il ritmo giusto, considera almeno cinque o sei ore.
Il safari in auto è la parte più breve.
La maggior parte del tempo la trascorrerai nel percorso pedonale, tra gli habitat, le soste davanti agli animali e quelle pause che sulla carta durano dieci minuti e nella realtà diventano facilmente mezz’ora.
Con bambini piccoli la visita può occupare quasi tutta la giornata.
Non perché il percorso sia particolarmente difficile.
È il parco stesso a rallentarti.
Un animale che si avvicina, una zona che incuriosisce più del previsto o un bambino che decide di restare davanti alle giraffe cambiano facilmente qualsiasi programma.
Puoi visitarlo anche in mezza giornata.
Ma dovrai scegliere cosa vedere e accettare di lasciare indietro qualche area.
Per una prima visita, il consiglio è semplice: non stringere troppo i tempi.
Tip Kraboo: non programmare un altro appuntamento subito dopo. Sapere di dover uscire a un’ora precisa è il modo più semplice per iniziare a correre proprio quando il parco invita a rallentare.
In estate il caldo cambia il modo di visitare il parco
Parco Natura Viva resta piacevole anche in estate, ma nelle giornate più calde devi affrontarlo con un ritmo diverso.
Ci sono molte zone verdi e alberate.
La visita, però, si svolge quasi interamente all’aperto e non tutti i tratti sono protetti dal sole.
Le ore centrali sono naturalmente le più impegnative.
Camminare pesa di più e anche gli animali tendono a scegliere le parti fresche e riparate dei propri habitat.
Questo significa che potresti dover rallentare e osservare meglio per riuscire a individuarli.
Nei mesi caldi conviene:
- arrivare al mattino;
- portare acqua per tutta la famiglia;
- usare cappellino e crema solare;
- mangiare prima delle ore più pesanti;
- fare una pausa prima di sentirne davvero il bisogno.
Consiglio pratico
Arrivare presto non serve soltanto a camminare con temperature più gestibili. Nelle ore fresche molti animali tendono a essere più attivi e l’osservazione può diventare molto più interessante.
Con bambini piccoli il passeggino può salvare il pomeriggio
Si cammina abbastanza, e la stanchezza raramente arriva all’inizio.
Il Parco Faunistico si visita a piedi e il percorso può mettere alla prova anche bambini che normalmente non hanno problemi a camminare.
Non è una camminata estrema.
Ma dopo diverse ore, leggere pendenze, soste e continui riparti, anche il bambino più entusiasta può decidere che le sue gambe hanno ufficialmente finito di collaborare.
Per questo, con bambini piccoli, conviene portare un passeggino leggero.
Puoi utilizzarlo nella parte pedonale.
Se preferisci non portarlo da casa, puoi verificare il servizio di noleggio presso il negozio Bazar Natura all’interno del parco.
Il punto non è capire se tuo figlio sa camminare.
È capire quanta voglia avrà ancora di farlo dopo quattro o cinque ore.
Tip Kraboo: molti genitori lasciano il passeggino in auto pensando che non servirà. Il momento in cui diventa davvero utile arriva quasi sempre nelle ultime ore della visita.
La pausa pranzo va fatta prima che inizi la crisi
Il problema non è trovare qualcosa da mangiare.
È scegliere il momento giusto per fermarsi.
Nella parte pedonale trovi self-service, snack bar, fast food, chioschi e soluzioni più veloci da inserire lungo il percorso.
Se preferisci non dipendere dagli orari o dalle eventuali file, puoi anche portare il pranzo al sacco e utilizzare le aree dedicate.
La scelta dipende dal ritmo che vuoi dare alla giornata.
- Vuoi sederti e fare una pausa vera? Scegli uno dei punti ristoro principali.
- Vuoi ripartire velocemente? Pizza, panini e snack sono la soluzione più pratica.
- Viaggi con bambini piccoli? Il pranzo al sacco ti lascia maggiore libertà.
Più del menu, però, conta il momento.
Aspettare che tutti siano già affamati e stanchi trasforma facilmente una pausa normale in una trattativa internazionale.
Fermarsi un po’ prima rende il resto della giornata molto più semplice.
Poi arriva il momento che tutti aspettano: il Safari d’Africa
C’è sempre un momento, durante il safari, in cui tutta l’auto smette di parlare.
Succede quando una giraffa si avvicina alla strada, una zebra attraversa davanti al cofano o, all’improvviso, ti accorgi che un animale era lì da qualche minuto e nessuno lo aveva ancora visto.
Il Safari d’Africa è la parte di Parco Natura Viva che si visita restando a bordo della propria automobile.
Si entra lentamente nel percorso, si segue la strada indicata e si osservano gli animali dai finestrini.
Non si scende dalla macchina.
Non si accelera per raggiungere il punto successivo.
Qui il ritmo lo decidono gli animali.
Durante il percorso puoi incontrare giraffe, zebre, antilopi, leoni, ghepardi, iene maculate e altre specie africane.
Alcuni animali possono trovarsi molto vicini alla strada.
Altri, soprattutto nelle giornate più calde, preferiscono le zone ombreggiate o più lontane dal passaggio delle auto.
Per questo ogni giro è diverso.
Non esiste un punto preciso in cui ogni animale si farà trovare ad aspettarti.
Tip Kraboo: abbassa il telefono ogni tanto. Il momento in cui una giraffa attraversa la strada davanti all’auto dura spesso meno della fotografia che stai cercando di preparare.
Se non hai l’auto, il safari non è necessariamente escluso
Il modo più semplice per vivere il percorso è utilizzare la propria automobile.
Chi arriva senza macchina può però verificare la disponibilità del Bus Safari, accompagnato da una guida naturalistica.
È una soluzione interessante anche per chi preferisce osservare gli animali senza pensare alla guida e ascoltare qualche spiegazione durante il percorso.
La durata indicativa è di circa 45 minuti.
Orari, disponibilità e modalità di prenotazione possono cambiare, quindi conviene controllare tutto prima della visita.
Il safari finisce prima di quanto immagini
In condizioni normali il percorso richiede circa 30-45 minuti.
Nei weekend e nei periodi più affollati può durare di più, soprattutto quando le auto procedono lentamente o si fermano per osservare gli animali.
Il punto importante, però, è un altro.
Quando esci dal safari non hai quasi finito la visita.
Hai appena concluso il primo capitolo.
Parcheggi l’auto e inizi il percorso a piedi nel Parco Faunistico, che occupa gran parte della giornata.
Il safari è il momento più fotografato.
Ma non è tutto il parco.
Lo sapevi che?
Il Safari d’Africa venne aggiunto nel 1973, pochi anni dopo l’apertura del percorso faunistico a piedi.
Nella House of Giants sembra di entrare in un altro parco
Dopo i grandi spazi all’aperto, la House of Giants cambia completamente atmosfera.
Entri in una grande serra tropicale coperta, più raccolta, umida e immersiva.
Il percorso è dedicato agli estremi del mondo animale.
Ci sono grandi predatori, rettili imponenti, testuggini gigantesche e creature minuscole capaci però di costruire società incredibilmente organizzate.
All’interno puoi incontrare:
- draghi di Komodo;
- testuggini delle Seychelles;
- anaconda verde;
- coccodrilli nani;
- lontre giganti;
- grandi pesci tropicali;
- formiche tagliafoglie;
- farfalle che volano libere nella serra.
È una delle zone che sorprende di più proprio perché spezza il ritmo della visita.
Per qualche minuto lasci i sentieri nel verde e ti ritrovi dentro un ambiente completamente diverso.
Ed è spesso qui che i bambini iniziano a interessarsi anche agli animali meno famosi, non soltanto a leoni e giraffe.
Lo sapevi che?
Il drago di Komodo è la lucertola più grande del mondo. Nella House of Giants condivide il percorso con animali enormi e con creature minuscole come le formiche tagliafoglie.
Gli scimpanzé sono soltanto l’inizio
Davanti agli scimpanzé vale la pena rallentare.
All’inizio guardi loro.
Dopo qualche minuto inizi a osservare come si chiamano, si seguono, si evitano e interagiscono tra loro.
Ma gli scimpanzé sono soltanto una parte del mondo dei primati presente nel parco.
Lungo il percorso puoi incontrare anche gelada, bertucce, piccoli primati sudamericani e diverse specie di lemuri.
Non vivono tutti nella stessa area.
I primati africani si incontrano soprattutto nei Sentieri d’Africa, i lemuri nell’area Madagascar e le specie sudamericane nell’area America.
Tip Kraboo: davanti agli scimpanzé non fermarti soltanto quando si avvicinano ai visitatori. Il momento più interessante arriva spesso quando sembrano essersi dimenticati completamente di voi.
Gli ippopotami ci sono, ma potresti vederne soltanto gli occhi
Gli ippopotami si trovano nella parte pedonale, nell’area dei Sentieri d’Africa.
Non fanno quindi parte del safari in auto.
Li osservi in un habitat con acqua e spazi emersi dove possono riposare.
Quando fa caldo trascorrono gran parte della giornata immersi.
Potresti quindi vedere soltanto la testa, gli occhi, le orecchie e le narici affiorare dall’acqua.
Non significa che stiano cercando di nascondersi.
È proprio il loro modo naturale di controllare ciò che accade intorno restando quasi completamente sommersi.
Se a una prima occhiata la vasca sembra vuota, aspetta qualche secondo.
Spesso gli ippopotami sono già lì.
La giraffa impressiona, ma il panda rosso conquista
Se parliamo di altezza, il primato spetta alla giraffa.
La conosci già dalle fotografie, certo.
Ma vederla accanto all’auto durante il safari è un’altra cosa.
Solo in quel momento ti rendi davvero conto di quanto sia alta e di quanto sembri muoversi lentamente, quasi senza fare rumore.
Il più bello, invece, non esiste.
C’è chi resta fermo davanti alla tigre siberiana, chi aspetta per tutta la giornata la giraffa e chi si innamora dei lemuri dopo pochi minuti.
La scelta Kraboo, però, va al panda rosso.
Non è il più grande.
Non è il più rumoroso.
E forse è proprio questo il motivo per cui finisce spesso per conquistare tutti.
Si muove tra i rami con calma, ha una lunga coda ad anelli e quell’aria curiosa di chi sembra osservare te almeno quanto tu stai osservando lui.
Tip Kraboo: davanti al panda rosso guarda anche in alto. Spesso non è nascosto: sta semplicemente riposando tra i rami sopra la tua testa.
Dopo qualche ora nel parco, però, è normale farsi anche una domanda meno leggera.
Gli animali sono davvero curati?
È una domanda giusta.
E merita una risposta onesta, non una frase da brochure.
Nessun animale sceglierebbe di vivere in uno zoo al posto del proprio ambiente naturale.
Sarebbe quindi sbagliato fingere che vivere in uno spazio controllato non imponga dei limiti.
Parco Natura Viva, però, non è una semplice esposizione costruita per mostrare animali ai visitatori.
È un moderno giardino zoologico impegnato nella conservazione delle specie, nella ricerca e nell’educazione ambientale.
Gli animali vengono seguiti da keeper, veterinari e personale specializzato.
Gli habitat sono progettati cercando di permettere comportamenti naturali come:
- arrampicarsi;
- cercare il cibo;
- riposare in zone appartate;
- interagire con altri individui;
- allontanarsi dalla vista dei visitatori quando ne sentono il bisogno.
Ed è proprio quest’ultimo punto che a volte crea qualche equivoco.
Se un animale non si vede subito, non significa necessariamente che l’habitat sia vuoto o che la visita stia andando male.
Può semplicemente aver scelto una zona più tranquilla.
Nel parco vengono utilizzati anche gli arricchimenti ambientali.
Sono oggetti, odori, alimenti e attività pensati per stimolare la curiosità e incoraggiare comportamenti tipici della specie.
Questo non permette di dire che ogni animale sia sempre perfettamente sereno.
Permette però di dire che il suo benessere viene osservato, studiato e gestito da personale specializzato.
E che molti degli animali ospitati fanno parte di programmi di tutela, riproduzione controllata o recupero.
Lo sapevi che?
Alcuni animali ospitati dal parco provengono da sequestri, situazioni di detenzione illegale o percorsi di recupero. Per loro il parco non rappresenta soltanto un luogo da visitare, ma una seconda possibilità.
Lo sapevi che?
Parco Natura Viva partecipa a progetti che hanno riportato in natura animali nati in strutture zoologiche, come il bisonte europeo, l’avvoltoio grifone e l’ibis eremita. In alcuni casi, quindi, il percorso non finisce nel parco: ricomincia fuori.
